Misurare il successo degli influencer con il calcolo percentuale

Gli influencer sono figure figlie del nostro secolo, personaggi che, dopo aver acquistato un certo livello di notorietà riescono ad indirizzare le scelte di un gran numero dei followers, mostrando apertamente il loro modo di essere, aprendo le porte della loro casa all’occhio indiscreto della fotocamera, creando delle vere e proprie storie che condividono con le persone che seguono assiduamente le loro vicende, come se fosse una soap opera.

Il grande popolo dei follower

Spesso si sente parlare di followers e si indicano le percentuali in riferimento ai vari personaggi che spopolano nel web. Il termine follower significa letteralmente “seguaci” ed è una parola utilizzata, soprattutto, in riferimento ai social network, come, ad esempio, Instagram o Facebook.

Negli ultimi anni Instagram ha soppiantato Facebook nella top ten dei social che celebrano i personaggi famosi e ci sono moltissimi giovani, ma anche persone un po’ più avanti con gli anni che trascorrono il loro tempo sui social, per seguire i consigli del loro influencer preferito, anche per quanto riguarda i prodotti da acquistare.

La credibilità degli influencer

Gli influencer, infatti, mirano a presentarsi come persone sincere che dispensano consigli sull’abbigliamento, sul trucco, sul cibo, contribuendo, in alcuni casi a fare la fortuna degli sponsor. Come fanno questi personaggi ad avere un peso tanto importante su un pubblico così vasto? Di solito sono personaggi del mondo della musica, dello sport, dello spettacolo, in genere che hanno acquistato una certa credibilità in un ambito specifico.

Chiara Ferragni, forse l’influencer più nota e pagata al mondo ha iniziato con un blog di nicchia, The blonde salad, diventato poi un fenomeno del web. Grazie alla bellezza, alla verve e a un innegabile fiuto per gli affari, ha iniziato ad ampliare sempre di più la sua cerchia di follower, ma la Ferragni non è l’unica ad avere un così grande peso nel campo della comunicazione anche altri come Clio Makeup, Gianluca Vacchi (avete presente il motto enjoy che caratterizza il personaggio?). Tutti comuni mortali, certo, ma con un’abilità in più ossia quella di condizionare e veicolare abilmente i gusti ed i comportamenti di folle di follower. Gli influencer non sono tutti uguali, ci sono i macro, i micro ed i nano influencer e spesso sono reclutati dalle aziende per proporre a chi li segue prodotti da reclamizzare, con una retribuzione che varia molto in rapporto al numero degli influencer.

L’engagement rate: come si calcola mediante il calcolo percentuale

I followers possono essere anche fasulli, infatti, alcuni profili vantano diverse migliaia di follower ma che non scrivono mai post e non manifestano mai il loro indice di gradimento.

I followers non sono tali se non interagiscono con l’influencer, nel senso che devono manifestare, in qualche modo, il loro indice di gradimento, per far capire che sono d’accordo, condividono le scelte e le ripetono nel loro microcosmo quotidiano. Ed ecco finalmente chiarito il valore del like, una sorta di segnale convenuto che può diventare l’indicatore più importante della percentuale di consensi che l’influencer ha raggiunto.

L’engagement rate è un numero che indica il rapporto tra numero di followers e i like ottenuti. Il calcolo permette di conoscere la percentuale di follower che commentano con i post.

Per calcolare l’engagement rate bisogna partire dal numero medio di like e commenti destinati a un profilo per ogni post. Si formula, in questo modo, un calcolo percentuale in cui si sommano i like, le condivisioni e i commenti, il tutto diviso per il numero di follower moltiplicato per cento. Se non sai come si calcolano le percentuali puoi andare su questo sito www.calcolopercentuale.it

Un altro metodo che rimanda sempre al calcolo percentuale si basa sulla somma dei like ricevuti dalle ultime foto che vengono postate. Il numero ottenuto si divide per dieci ed il risultato per il numero dei follower e, infine, il numero così ottenuto si moltiplica per cento. Abbiamo così ottenuto risultati abbastanza precisi per valutare i fenomeni mediatici che stanno acquistando un rilievo sempre maggiore.

Una percentuale importante

L’engagement rate è ciò che permette ad un influencer di guadagnarsi una reputazione di tutto rispetto, perché le aziende strizzano l’occhio a queste figure che hanno costruito la loro fortuna sul web ed investono su di loro, nella speranza di incrementare i loro guadagni. Instagram ha proprio una sezione, chiamata Pubblico che indica il numero di follower presenti in un determinato giorno, naturalmente, si può monitorare anche il numero di nuove acquisizioni di follower, in modo da poter calcolare la percentuale di incremento di persone che seguono un determinato personaggio.

Il virtuale si sta sostituendo al reale?

La percentuale di follower decreta il successo di un personaggio, consacrato nella sua dimensione virtuale. Stiamo, dunque, assistendo a una perdita di contatto con il reale? Il pericolo è sicuramente notevole, anche perché si corre il rischio di idealizzare personaggi che potrebbero essere molto diversi da come appaiono. Il web rappresenta, sicuramente, il più grande canale di comunicazione attualmente in auge e le persone ne sono attratte irresistibilmente, soprattutto in periodi come quello della pandemia in cui la necessità di attuare le regole del distanziamento fisico spinge a rifugiarsi nel mondo patinato delle foto di Instagram e delle storie costruite dagli influencer a pieno beneficio dei followers.

Il gioco delle parti

Gli influencer non fanno altro che essere sè stessi (o quasi) per catturare l’attenzione dei followers, tutto sommato, si tratta di una semplice interazione mediatica che nasconde, tuttavia, risvolti economici non indifferenti. I followers avvertono il bisogno di identificarsi con qualcuno che possa dare consigli e rappresentare un punto di riferimento. Non a caso, il sogno di molti giovani è quello di accantonare gli studi e diventare influencer, ma anche in questo caso, non bisogna mai sottovalutare l’importanza che una buona base culturale può offrire.

Author: Admin

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