Cosa significa l’espressione: curare il proprio giardino

Partiamo da Candido di Voltaire

Bisogna coltivare il proprio giardino è una frase del racconto di Voltaire dal titolo “Candido, Ou l’Optimisme”, Candido o l’Ottimismo. Il filosofo illuminista Voltaier er un realista e con questo scritto esaltava l’ottimismo ma non troppo, il rapporto ottimismo/pessimismo, visioni della vita e futuri o presenti mondi possibili (critica alla visione di Gottfried Wilhelm von Leibniz) rappresentavano i temi caldi del 700 a ridosso della Rivoluzione Francese, dell’espansione napoleonica e della guerra tra stati monarchici con all’interno le rivoluzioni delle idee liberali i primi fermenti di pensiero e movimento socialista.
Candido è un giovane dalla mente semplice cresciuto nella tenuta di un barone, verrà cacciato per essersi innamorato e aver baciato la figlia del suo padrone, Cunegonda, e verrà sia arruolato in guerra che imprigionato e torturato come eretico. Voltaier era un giardiniere dilettante ed inserisce in un dialogo questa espressione “bisogna coltivare il proprio giardino = il faut cultiver notre jardin”. Il giardino rappresenta lo spazio interiore, per alcuni ego con dentro le nostre qualità migliori, potrebbero essere le piante, gli alberi, l’orto, gli abbellimenti che mettiamo come statue, panchine che permettono ad altre persone di sedersi e vedere questi abbellimenti. Insomma, le nostre qualità interiori. A Candido viene consigliato di coltivare il proprio giardino in senso quasi egoistico ovvero in mezzo alle avversità ma anche alle pretese di tutti ed è riferito alla vita piena di insidie, cattiverie e sfortune del giovane personaggio ingenuo volteriano. Dentro Voltaire come altri illuministi cresceva il seme dell’universalismo umanitario, in tempo di rivoluzione dove nobiltà e aristocrazia venivano combattuti nel loro egoismo dalla classe borghese non ancora ufficialmente riconosciuta liberale, liberista o, in relazione alla crescita del successivo proletariato collegato alla rivoluzione industriale, socialista.

Il giardino meditativo: dalla religione alla filosofia

Il giardino ha una grande importanza estetica, nei palazzi reali e borghese aveva anche una funzione di potere e mistero. Nobili, aristocratici e successivamente anche borghese investivano molti soldi per curarlo e allestirlo soprattutto con piante tropicali, aromatiche e alberi da frutta che avevano anche un significato politico e sociale.
Il giardino come luogo meditativo ha origine dall’antichità, l’ozio greco romano riferito al tempo libero aveva una funzione importante, il giardinaggio accompagnava le attività di lettura o curative che servivano a riposare il cervello impegnato in nuove idee da esporre nei discorsi, nei dibattiti e nella retorica politica o militare.
I giardino meditativo non è solo uno spazio fisico dove con il verde si respira aria buona è anche un luogo interiore una dimensione mentale e psichica che serve a riflettere, meditare e pregare per molte religioni compresi il cattolicesimo e l’islamismo. Karesansui, ad esempio, è il nome del giardino giapponese contorno importanti di molti santuari, è caratterizzato dalla presenza dell’acqua come essenza, dalla roccia e dalle piante, in più la presenza di un terreno di sassi, ghiaia e sabbia con disegni circolari continui che simulano le onde d’acqua.

Curare il proprio giardino in casa

Anche ai tempi nostri è dimostrato che curare il proprio giardino da benefici fisici e mentali, il giardino per molti può essere anche un terrazzo piccolo o grande che da la possibilità di entrare in contatto con l’aria, l’esterno, il cielo. Uno spazio dove poter mettere piante, fiori e alberi da frutta o ornamentale. Esistono molte aziende specializzate nell’arte del garden design e con loro servizi specifici e attenti come aziende specializzate nel trasporto di mobili, arredi e vasi da terrazzo e giardino, come www.traslochiromaeasy.it che oltre al trasloco offre servizio di self storage, montaggio e facchinaggio.

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